Metodologia

PSICOTERAPIA COGNITIVA COSTRUTTIVISTA

Nella mia pratica clinica utilizzo l’approccio della Psicologia Cognitiva Costruttivista (Guidano, Liotti). Questo approccio trae origine dalla psicoterapia cognitiva che è una forma di intervento psicologico di comprovata efficacia.  La terapia cognitiva pone attenzione a ciò che la persona prova e pensa e fornisce un metodo per cogliere l’esperienza della persona attraverso l’auto-osservazione, che permette di registrare pensieri, emozioni e sensazioni che si verificano durante un evento. Fa riferimento anche al Costruttivismo secondo cui il sapere non esiste indipendentemente dal soggetto che conosce.L’approccio cognitivo costruttivista parte dal presupposto che non esiste una unica visione della realtà, ma che ce ne sono tante quanti sono gli osservatori. In quest’ottica la conoscenza è una costruzione che ognuno di noi fa a partire dalla rielaborazione interna di sensazioni, credenze e emozioni. All’interno del percorso terapeutico, quindi, la persona viene vista come colui che possiede il sapere circa il proprio modo interno, il vero esperto di Sé. Le modalità con cui le persone elaborano le esperienze che vivono o che hanno vissuto e a cui conferiscono un significato, attraverso il ricordo e la condivisione narrativa sono elementi importanti del lavoro terapeutico. Le modalità con cui costruiamo i nostri significati, sono il frutto delle modalità relazionali sviluppante con le figure emotivamente significative nella nostra vita. Il quest’ottica la relazione terapeutica diventa uno strumento di esplorazione dei propri vissuti, in cui il terapeuta ricoprendo il ruolo di base sicura, permette alla persona di entrare in contatto con emozioni e pensieri critici.  L’obiettivo della terapia è accogliere la persona con la sua sofferenza con la sua visione della realtà, le sue relazioni, i suoi pensieri e le sue emozioni, in uno spazio relazionale non giudicante. Attraverso il dialogo e lo sviluppo della trama narrativa, lo psicoterapeuta costruttivista aiuta la persona a diventare più consapevole delle proprie modalità di costruzione della realtà, del suo modo di funzionare e di stare in relazione con gli altri favorendo così un maggiore adattamento agli eventi di vita e una diminuzione della sofferenza.

EMDR

L’EMDR (Eye Moviment desensitization and Reprocessing) è un approccio psicoterapico nel trattamento dei sintomi conseguenti a situazioni di stress acuto e traumatico. L’EMDR ha una metodologia completa e ben strutturata che prevede l’utilizzo di movimenti oculari, o altre forme di stimolazione bilaterale destra/sinistra per il trattamento di sintomi legati ad eventi stressanti o traumatici. Per le sue caratteristiche si presta ad essere integrata nei programmi terapeutici aumentandone l’efficacia. L’approccio EMDR si basa sul modello dell’elaborazione adattiva dell’informazione (AIP), secondo cui l’evento traumatico viene memorizzato insieme alle emozioni, cognizioni, percezioni e correlati neurofisiologici che hanno caratterizzato quel momento. Le informazioni così immagazzinate continuano a provocare disagio alla persona fino a portare all’insorgenza di disturbi come il Disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e altri disturbi psicologici. L’obiettivo dell’EMDR è quello di ripristinare il processo elaborativo delle informazioni bloccate con conseguente riduzione della sofferenza emotiva, permettendo la riformulazione delle credenze negative e ridurre l’arousal fisiologico. L’efficacia dell’EMDR ha ricevuto dalla sua nascita, circa 30 anni fa ad opera di Francine Shapiro, ad oggi numerose confermre scientifiche della sua efficacia. E’ riconosciuto come metodo evidence based per il trattamento dei disturbi post traumatici, l’OMS nel 2013 lo ha riconosciuto come trattamento efficace per la cura dei traumi e dei disturbi correlati. 

Per saperne di più: www.EMDR.it